La mia storia di rinascita professionale. Dalla fine di un ciclo alla nascita di Creadiva – Human Attitude Lab
A volte non è la vita a crollare. È la versione di te che non ti serve più.
L’8 marzo 2021 ho firmato le mie dimissioni. Una data simbolica, certo, ma soprattutto una data di verità. Non era più possibile restare: non quando il lavoro che per anni avevo amato si era trasformato in un luogo dove la mia voce non aveva più spazio.
Come molti professionisti che gestiscono team, budget, clienti e responsabilità strategiche, anch’io ho conosciuto il momento in cui capisci che non è più la tua storia — ma quella di qualcun altro, scritta sopra la tua.
Il confronto che non cercava ascolto
L’ultimo incontro con la direzione avrebbe dovuto chiarire. Invece ha rivelato. Voci che parlavano sopra la mia. Silenzi troppo pesanti per essere innocui. Uno squilibrio di potere evidente, ma mascherato da professionalità. Non era un dialogo: era un atto di prepotenza, un modo sottile — ma preciso — di ridurre, indebolire, disinnescare.
È una dinamica che molti manager, HR, responsabili culturali e professionisti di lungo corso conoscono bene: quella tensione tra ciò che sei e ciò che l’ambiente vuole farti diventare. In quel momento ho sentito con chiarezza che restare avrebbe significato perdere la parte migliore di me.
Perché faceva così male: 25 anni di lavoro, visione e responsabilità
Per oltre 25 anni ho lavorato nel marketing, nella comunicazione e nell’hotellerie a vocazione congressuale. Ruoli commerciali, creativi e strategici. Ho guidato relazioni con grandi aziende, ideato format alternativi, rilanciato progetti, gestito team e costruito esperienze per clienti corporate. Ero abituata a creare valore, a portare soluzioni, a innovare. Per questo quella crisi non ha ferito solo il mio presente: ha messo in discussione tutto il mio percorso. Il pensiero più difficile da affrontare non è mai “non ce la farò”, ma: “E se stessero avendo ragione loro?”
Molti professionisti brillanti hanno attraversato esattamente questo punto di rottura. Ed è lì che si decide la direzione della propria storia.
La scelta più difficile: lasciare per salvarsi
Così, l’8 marzo 2021, ho firmato. Non per coraggio: per lucidità. Quando ti accorgi che il luogo in cui lavori non riconosce più la tua identità professionale, la tua energia, la tua visione, restare diventa un lento dissolversi. Uscire è doloroso, ma necessario.
E da quel foglio firmato è iniziata la parte più complessa: ricostruirsi, ridefinire chi sono, trasformare l’esperienza in un nuovo inizio.
Ripartire dall’unico posto dove non avevo mai finto: il teatro
Sono tornata al teatro, alla cultura, a quel linguaggio che avevo sempre amato ma mai ascoltato fino in fondo. Ho iniziato a lavorare per compagnie, a gestire social, a ridisegnare loghi, a raccontare spettacoli. Era un mondo lontano dall’hotellerie corporate, ma incredibilmente vicino alla mia verità. E lì ho capito una cosa che avrebbe cambiato tutto: le competenze costruite in 25 anni — strategia, marketing, vendita, creatività, organizzazione — potevano diventare una nuova forma di lavoro. Più libera. Più umana. Più mia.
La prima vera opportunità è arrivata da un Comune: un ascolto autentico, una telefonata che mi ha restituito fiducia, un progetto che ha riacceso la mia voce.
La nascita di Creadiva – Human Attitude Lab
Creadiva non è nata come un progetto. È nata come una rinascita. Ho costruito tutto da zero: il concept, la visione strategica, il sito, il modello di business, la selezione degli artisti, il network, le relazioni con aziende e istituzioni. E mentre crescevo io, cresceva anche lei. Un laboratorio che unisce arte, strategia e cura delle relazioni. Un ponte tra mondi che spesso non dialogano: imprese, Comuni, scuole, teatri, artisti.
Ho scoperto che si può fare consulenza artistica con professionalità, metodo ed etica, senza perdere l’anima. E che questo approccio era esattamente ciò che molti clienti stavano cercando senza saperlo.
Cosa mi ha insegnato davvero quella crisi
La lezione più profonda è questa: non delegare a nessuno il potere di decidere chi sei. Per anni ho dato troppo peso agli sguardi esterni: giudizi, silenzi, mancanze di riconoscimento. Ma ciò che gli altri vedono di te è solo la loro prospettiva, non la tua identità.
Ho imparato che la cura è una competenza professionale, che la creatività è una forma di leadership, che la dignità non è negoziabile. Ho imparato che, quando manca qualcosa, si studia, si impara, si cresce. E soprattutto che il valore non si chiede: si afferma.
Oggi: un ponte tra arti e imprese
Oggi Creadiva è una realtà solida: una consulenza artistica e culturale che unisce visione creativa, pensiero strategico, relazione umana e competenze costruite in 25 anni di esperienza.
Collaboro con aziende, Comuni, teatri, scuole e agenzie per creare spettacoli, progetti narrativi, performance e format esperienziali che comunicano valori, identità e messaggi.
Perché l’arte, quando è scelta con cura, diventa una strategia. E quando un’esperienza è progettata bene, resta nella memoria di chi la vive.
Se ti riconosci, se ti sei rivisto tra queste righe…
forse anche tu hai attraversato una frattura, un cambiamento, un “basta così”. In questo caso, siamo già connessi. La mia storia è una rinascita. Creadiva è la forma che ha scelto per vivere.
Chi sono — Valeria Scaglia
Founder di Creadiva – Human Attitude Lab. Consulente artistica, creativa e progettista di esperienze culturali. Dopo 25 anni nel mondo corporate, ho scelto di creare un laboratorio in cui arte, strategia e umanità lavorano insieme per dare vita a progetti che parlano davvero alle persone.
Oggi accompagno aziende, Comuni, scuole, teatri e artisti nella realizzazione di spettacoli, percorsi narrativi ed esperienze che lasciano un impatto reale.
Restiamo in contatto, ti aspetto !
E-mail : valeria.scaglia@creadivalab.com
Visita il sito www.creadivalab.com
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